cosa è la cartomanzia e qual è il ruolo del cartomante

Cos’è la cartomanzia e qual è il ruolo del cartomante.

Sin da quando la civiltà umana ha visto nascere le sue prime luci, l’arte divinatoria ed il desiderio irresistibile di conoscere il futuro si sono sviluppati di pari passo con la coscienza dell’uomo.

La divinazione si pratica e si è praticata in molti modi a seconda degli usi e delle civiltà che si sono susseguite nel corso della storia ma la sua funzione è sempre stata sostanzialmente la stessa:

interpretare, attraverso le intuizioni di un mediatore – cartomante – i presagi per il futuro ed ingaggiare un contatto tra cartomante e consultante, che mette in moto una particolare forma di sensibilità e porta messaggi a volte positivi, a volte meno, ma sempre chiarificatori. Tra tutte le arti divinatorie, quella in grado di fornire l’interpretazione più matura e complessa della situazione analizzata, è l’arte praticata per mezzo delle carte, che possono essere sia le classiche carte da gioco, italiane o francesi, che i più famosi tarocchi.

Come è nata la cartomanzia.

Sulle origini della pratica della cartomanzia si dividono diverse scuole di pensiero.

C’è chi la fa risalire alla pratica antichissima cinese del domino, a cui attribuisce la paternità del metodo. Il domino nel passato non era solo un gioco di tessere, ma una pratica divinatoria vera e propria. Secondo un’altra scuola invece la pratica ha le sue radici nell’antico Egitto, dove veniva praticata con 78 sottili fogli d’oro, sui quali erano incisi dei geroglifici.

Col tempo, le figure sono progressivamente diventate quelle simboliche che conosciamo; il primo tentativo di mettere ordine nella tradizione tramandata è ad opera dei francesi nel 1500.

Le 78 carte dei tarocchi usate per la pratica divinatoria si dividono in 56 arcani minori e 22 arcani maggiori, che sono chiamati in questo modo in virtù del loro significato più universale.

Nonostante esistano delle metodologie consolidate per consultare le carte, il ruolo del mediatore tra queste e l’interpretazione che sono chiamate a fornire, è fondamentale per una buona riuscita del consulto.

La pratica della cartomanzia si basa su un principio che deriva dall’alchimia, ovvero come sopra così sotto, che sta a significare che l’universo ultraterreno – il sopra – è in diretta connessione con quello che succede nella nostra realtà terrena – il sotto – e che interpretandone il linguaggio è possibile trarre spunti e aiuto per le proprie scelte. Le carte possono sì fornire un’interpretazione su quello che il consultante si può aspettare dal futuro, ma possono essere interpretate anche in funzione sacrale, ovvero vengono interrogate per scoprire parti di se stessi e scavare nel proprio essere.

Il ruolo del cartomante nella pratica divinatoria.

Il cartomante è una figura complessa e importante, nelle pratica della cartomanzia.

A lui compete l’instaurazione di un contatto quanto più profondo possibile con il suo consultante. Il buon cartomante, prima di fornire la sua interpretazione ha consultato tutte le carte necessarie ad ottenere un quadro sufficientemente chiaro della situazione; la sua onestà nel fornire l’interpretazione deve essere assoluta.

La sua pratica può essere agevolata dal ruolo del consultante e dalla precisione delle sue domande, ma è importante che il cartomante interpreti con la sensibilità più assoluta il linguaggio simbolico dei tarocchi e ascolti le sue intuizioni con concentrazione.

Dovrà adattare l’allegoria al contesto, senza mai forzare la mano.

E’ sempre preferibile una lettura credibile anche se un po’ scarna al posto di una più iperbolica e disonesta.

Una particolare difficoltà che il cartomante ha nell’interpretazione delle carte è data dal tempo in cui inquadrare le circostanze che affiorano dai tarocchi. I tempi considerati dalle carte, non sempre coincidono con quelli terreni, essendo influenzati dagli accadimenti e da una moltitudine di interazioni ma essendo comunque chiamati a fornire un’interpretazione di sintesi della situazione.

Per questa ragione è importante contestualizzare correttamente la lettura considerando che il fattore tempo, ovviamente, non influisce sull’evento in sè o sulla sua realizzazione effettiva, piuttosto rende più complesso individuare il momento esatto in cui si verificherà.

In definitiva il cartomante deve mettere a disposizione del prossimo il proprio studio e il proprio sapere, per poter prevedere il futuro a chi lo chiede.

Ma c’è di più; nonostante gli esiti delle carte siano spesso molto variabili e non sempre il riscontro che ne emerge si rivela quello che vorremmo avere, il cartomante si pone a metà tra un individuo dalla sensibilità adatta ad individuare i messaggi presenti nelle carte e un terapeuta, potendo anche offrire alle persone che si rivolgono a lui un momento di confronto e di ascolto delle loro esigenze.

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